AMEN? PERCHE’?

Amen Ra, Amon, Amun,



AMEN!

“…Amen.” La cosa migliore da dire quando vieni sorpreso a dormire al lavoro!

Amen, l’ultima parola nel libro dell’Apocalisse, può effettivamente essere nata come parola pagana. Ciò nonostante, cristiani, ebrei e musulmani terminano le loro preghiere, la lettura delle Scritture e i loro inni dicendo Amen come espressione di concordanza. Lo dicono anche per riconoscere il loro accordo o per rafforzare un’affermazione di un’altra persona.

Questa pagina tenta di far conoscere perché viene usata questa parola, anche se probabilmente è di origine pagana.

NMA in ebraico: significa ‘Così sia’.

La radice della parola viene dall’ebraico ‘aman’, che significa nutrire e rafforzare. Anche Emunah (fedeltà) viene da aman. Gli antichi Greci usavano la parola (AMHN) dall’ebraico per dire ‘verità’, ‘certamente’, ‘assolutamente’. E’ una delle poche parole che sono state importate nella liturgia della chiesa restando invariate. Il significato attuale di Amen e la sua pronuncia sono più o meno gli stessi in tutte le lingue e le religioni moderne.

CRISTIANITA’

I cristiani dicono ‘Amen’ o ‘Eimen’ (in inglese).

La pronuncia ‘Amen’ tende ad essere un po’ più formale ed è usata nella liturgia, nella musica corale, ecc. Ne possiamo sentire un esempio nella parte finale del Messia di Handel, ‘Degno è l’Agnello’. L’Amen nel coro finale viene ripetuto dozzine di volte, si estende per sei pagine in una partitura del coro standard, e di solito ci vogliono circa 3 minuti e 40 secondi per cantarlo.

La pronuncia ‘Eimen’ viene spesso associata ai cristiani evangelici e al canto Gospel. A differenza del Messia di Handel, il coro gospel ‘Amen’ ha solo cinque parole, tutte uguali (Ei—-men, Ei—-men, Ei—-men, Ei-men, Ei—men), eppure può volerci molto più tempo per cantarlo perché viene ripetuto più e più volte, portando la congregazione nell’armonia.

GIUDAISMO

Per gli ebrei, la pronuncia di “[E]men” è anche un acronimo di El MElech Ne’eman, che significa “Dio Potente e Fedele”.

Da dove viene il termine “Emen” nell’ebraismo?

Secondo il Talmud (Shavuot 36a), la parola ebraica “emen” (pronunciata “eh-men” o, nella pronuncia ashkenazita, “uh-main”) è collegata alla parola “amanah”, che significa veridicità, fiducia o convinzione. Quando sentiamo qualcuno recitare una benedizione rispondiamo con “emen”, affermando in questo modo che crediamo a quanto è stato appena detto.

Inoltre, emen (אמן) è un acronimo delle parole ebraiche א-ל מלך נאמן (El Melech Ne’eman), che significa “Eloah, il Re degno di fiducia”.

Rabbi Eliezer Posner

ISLAM

I musulmani usano ‘Amein’ (Amin o Amiin) allo stesso modo dei cristiani e degli ebrei, anche se la parola non compare nel Corano. I musulmani lo dicono dopo aver recitato Surah al-Fatihah, dopo aver completato le loro preghiere, alla fine di lettere, ecc. (si legga il seguente articolo per sapere che questa non è affatto tutta la verità: THE HISTORY OF WORD “AMEN” IN MUSLIMS)

BUDDISMO E INDUISMO

Anche molti buddisti e induisti usano Amen alla fine delle preghiere e per indicare accordo come nelle altre religioni.

Ma da dove ha avuto inizio tutto questo?

PAGANESIMO

Da antichi testi egizi possiamo vedere che il popolo considerava il sole come l’emblema del Creatore. Chiamavano il sole Ra, e tutti gli altri dèi e dee erano forme del Creatore. Uno di questi dèi era “AMEN”: il dio segreto, nascosto e misterioso chiamato variamente Amen, Amon, Amun, Ammon e Amun-ra.

Durante le prime undici dinastie (3000-1987 a.C. circa) Amen era solo un dio minore, ma ai tempi della 17ma dinastia (1500 a.C. Circa) era stato elevato a dio nazionale dell’Egitto meridionale. Tale posizione conferì ad Amen attributi e caratteristiche degli dèi più antichi, e il suo nome divenne Amen-Ra, cioè una forma suprema del Dio Creatore. Ai tempi della 18ma Dinastia (1539-1295 a.C.) era stata istituita una scuola per studiare Amen-Ra e come punto focale per il culto.

Gli ebrei rimasero in Egitto per circa 400 anni. Dal 1847 a.C. e durante questo periodo di permanenza, essi furono di certo pienamente esposti al culto di Amen-Ra. Al tempo del loro esodo dall’Egitto nel 1447 a.C., il termine ‘Amen’ sarebbe entrato a far parte della loro lingua anche se non era il loro dio. Sarebbe stata una parola associata alla venerazione e alla maestosità. Questo non è difficile da capire.

Le persone parlano ancora di Mosè, di Gesù, di Maometto e di Budda, e spesso usano questi nomi completamente fuori dal contesto come esclamazioni. Amen era visto come un dio potente e il nome ha continuato ad esistere, fuori dal contesto, come esclamazione o forma di saluto: un classico esempio dell’evoluzione della lingua. La parola fu ripresa dagli ebrei e in seguito adottata da cristiani, musulmani ed altri.

Perciò Amen in origine era il nome di un dio pagano, che era considerato una forma del Dio Creatore. Ma di certo non era considerato Dio, o Cristo.

Curiosamente, oggi la maggior parte dei pagani tende a non usare questa parola, preferendo invece dire “So mote it be” (“Possa essere così”, o “Così deve essere”), un antico termine anglosassone. Forse, vedendo la parola ‘Amen’ nella Bibbia e nella Tanakh, non vogliono essere associati al cristianesimo e affini. In effetti, nella Bibbia vediamo Gesù Cristo indicato come “L’Amen”. Cristo è l’Amen di Dio per tutti quelli a cui ha parlato. Perciò il nome usato per un antico dio egizio viene sostituito dallo stesso nome usato per Cristo.

Come per molte altre parole usate nella religione (o nell’arte, nella matematica, in medicina, ecc.), è facile credere che per i nostri antenati non avesse senso creare un nuovo vocabolario quando potevano riutilizzare delle parole conosciute e già esistenti (il termine ‘Dio’, per esempio, è stato riciclato dalla maggior parte delle religioni). Eppure alcune persone sono fortemente protettive nei confronti di alcune cose, e credono che Amen sia una parola biblica che si trova anche nella Tanakh e nell’Islam, e che abbia casualmente lo stesso suono del nome di un dio pagano. Altri credono che sia una parola islamica che si trova anche nella Bibbia e nella Tanakh. E così via. La questione viene dibattuta con toni accesi, e molti negano che ci sia un nesso col paganesimo. Chissà quanti errori di traduzione, accidentali o intenzionali, si sono insinuati nel corso dei secoli.

ESOTERISMO

Coloro che credono che Dio sia il Grande Matematico faranno sicuramente notare il valore numerico di Amen:

“Infine, possiamo notare che la parola Amen ricorre con frequenza nelle prime iscrizioni cristiane, e che spesso veniva introdotta in anatemi e incantesimi gnostici. Inoltre, come le lettere grece che formano Amen secondo il loro valore numerico totale 99 (alfa=1, mi=40, epsilon=8, ni=50), questo numero compare spesso in iscrizioni, soprattutto di origine egiziana, e sembra che al suo simbolo sia stata attribuita una sorta di efficacia magica.”

(Enciclopedia Cattolica Vol. 1; 1907)

Da nessuna parte nella Bibbia, o nella Tanakh, o nel Corano troviamo delle parole che suggeriscano che si possa essere salvati semplicemente pronunciando una parola magica.

Molti scettici nonostante sappiano che ‘Amen’ sia una parola magica, derivata da una divinità pagana, affermano che la domanda rimane la stessa: “E allora?”.

Continuano a ripetere il “mantra” che quando cristiani, ebrei e musulmani dicono Amen, non invocano nessun dio o potere pronunciando soltanto quella o qualsiasi altra parola. Così pure Amen non rende altre parole più sincere. Ma Amen, come tutte le altre parole che usiamo, li aiuta a concentrarsi su cosa vogliano dire nei loro cuori.

E questa è la risposta! “E allora?”. Ciò che conta davvero è quello che viene detto dal cuore?

E allora? Direbbe l’Iddio Onnipotente: “Cosa ve le ho date a fare le mie leggi e i miei comandamenti se poi fate come vi pare?”, o più precisamente come dice il Messyah in Matteo cap. 7 versi 22,23:

“Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?” Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; ALLONTANATEVI DA ME GENTE INIQUA!””.



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